I CONSERVANTI NEI COSMETICI

I conservanti sono tra gli ingredienti più discussi dell’INCI, eppure la loro presenza nelle formule cosmetiche è fondamentale per evitare che si formino colonie batteriche, pericolose per la salute della pelle e per l’integrità del prodotto stesso.

Scopriamo insieme in questo articolo quali sono i conservanti più utilizzati nei cosmetici e come scegliere senza rischi.

Cosa sono

Si tratta di composti di sintesi presenti nelle composizioni cosmetiche contenenti acqua per evitare lo sviluppo di batteri, muffe e lieviti.

I microrganismi si trovano ovunque nell’ambiente ed entrano facilmente in contatto con i cosmetici, proliferando grazie alla presenza dell’acqua.

I rischi

I conservanti possono essere responsabili di sensibilizzazioni ed allergie; per via delle dimensioni ridotte delle loro molecole, possono entrare in circolo per assorbimento cutaneo e rivelarsi tossici per i tessuti corporei; secondo le ricerche più recenti, alcuni sono addirittura mutageni e possono essere precursori cancerogeni.

Inoltre la maggior parte dei conservanti ha un importante impatto sull’ambiente, in quanto presentano bassi livelli di biodegradabilità.

Per trovare un compromesso fra necessità di utilizzo e fattori di rischio, il Regolamento Europeo ha imposto soglie molto basse per le percentuali di conservanti ammesse nei cosmetici. Purtroppo non si tiene sufficientemente conto del cosiddetto “effetto cumulo”, ossia l’utilizzo di più prodotti che sommano le quantità di conservanti applicate sulla pelle (e poi disperse nell’ambiente con il risciacquo).

I più usati

Nei detergenti e nelle emulsioni del settore cosmetico tradizionale, i conservanti maggiormente utilizzati sono:

  • I parabeni: fra i più efficaci per la conservazione dei prodotti, sono fra gli ingredienti più controversi. Sono infatti state riscontrate tracce di parabeni nei tessuti affetti da cancro, più precisamente cancro al seno. I ricercatori non hanno ancora provato la connessione fra le due cose, ma il fatto che i parabeni vengano metabolizzati dal nostro organismo è semplicemente inquietante.
  • L’EDTA: utilizzato come antiossidante industriale anche nei settori della carta e dell’alimentazione, presenta elevati gradi di tossicità. In parole povere, si tratta di un veleno. Inoltre è altamente inquinante.
  • La formaldeide ed i suoi cessori: forte allergene e altamente irritante, ormai viene utilizzato quasi esclusivamente in alcune marche di smalti per unghie. Fra i cessori di formaldeide figurano anche i quaternium.
  • Il fenossietanolo: molto solubile in alcol, è normalmente usato come solvente per altri conservanti a cui è abbinato nella formula. Nonostante sia un potente allergene, il suo uso è ammesso in minima percentuale anche nei cosmetici biologici.
  • L’alcol denaturato: può essere prodotto con l’uso di ftalati oppure essere di origine naturale, ottenuto con la fermentazione dei cereali. Nel secondo caso viene utilizzato frequentemente anche nei cosmetici biologici. Essendo volatile non permane sulla pelle, ma alla lunga può disidratarla e irritarla, così come può risultare fastidioso nella zona perioculare.

Le alternative naturali

Alcune sostanze presenti in natura offrono una potente azione antimicrobica, in grado di garantire ai cosmetici un’ottima conservazione per lungo tempo.

Fra queste i risultati più apprezzabili li offrono sicuramente gli oli essenziali. Fra i più efficaci figurano l’olio essenziale di rosmarino, il timo, la lavanda, l’eucalipto, l’alloro, la salvia ed il tea tree.

Purtroppo per svolgere al meglio l’azione conservante devono essere impiegati in percentuale non propriamente bassa nella formula. Pertanto, a causa della naturale presenza di allergeni nella loro composizione, possono scatenare alla lunga forme di sensibilizzazione cutanea. Inoltre, per via dell’elevata capacità di penetrazione nella cute, entrano in circolo e vanno a portare la loro azione, non sempre utile, nei tessuti e negli organi.

Anche la propoli è in grado di svolgere un ottimo lavoro come conservante cosmetico, ma non è molto impiegata poiché tinge e modifica l’odore dei prodotti.

E nei cosmetici anidri?

Come dicevamo all’inizio, muffe e batteri si sviluppano in presenza di acqua. Questo significa che non trovano terreno fertile nei cosmetici anidri, ossia quelli senz’acqua.

Questa caratteristica permette ai cosmetici anidri di non utilizzare conservanti, con grande beneficio sia in termini di sicurezza sulla pelle che di sostenibilità ambientale.

Per evitare che oli e burri irrancidiscano è sufficiente inserire nella formula il tocoferolo, ossia la vitamina E. Questa assicura un’azione antiossidante che protegge la miscela dal deterioramento e, al contempo, limita il proliferare dei radicali liberi nelle cellule cutanee.

Mary Nutricati è la fondatrice di Lalei. Appassionata di cosmesi naturale, si è accostata al settore green più di dieci anni fa animata dal forte desidero di approfondire la conoscenza…

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